
Coppia in
crisi? A volte si tratta di vero e proprio mobbing familiare!
Il termine mobbing è entrato da tempo nel linguaggio
comune e spesso viene utilizzato in maniera inadeguata per definire
comportamenti o situazioni che poco riguardano il mobbing vero e proprio. Il
concetto deriva dall'etologia, dove viene utilizzato per indicare un
comportamento caratteristico di alcune specie animali, che circondano e
assalgono un proprio simile allo scopo di estrometterlo dal branco, e fino a
tempi molto recenti trovava applicazione esclusivamente nei contesti
lavorativi.
Una prima definizione di mobbing è stata data dallo
psicologo svedese Heinz Leymann come strategia di persecuzione psicologica
attuata in un ambiente di lavoro per costringere la persona colpita in una
posizione di debolezza. In Italia il mobbing è arrivato negli anni '90 con
Haraid Ege, che lo ha descritto come una forma di terrore psicologico messo in
atto nell'ambiente di lavoro, mediante comportamenti aggressivi e vessatori
ripetuti per almeno sei mesi, da parte dei colleghi o dei superiori nei
confronti di una vittima designata.
Negli ultimi tempi si è osservato che anche alcuni
comportamenti, attuati nelle dinamiche relazionali coniugali e familiari e
finalizzati alla delegittimazione di uno dei coniugi e alla estromissione di
questo dai processi decisionali, siano riconducibili al mobbing. Recenti studi
e ricerche, come quelli dell'Osservatorio Permanente Interassociativo sulla
Famiglia e Minori dell'Istituto degli Studi Giuridici Superiori stanno portando
oggi alla ribalta un particolare tipo di mobbing, che si presenta talvolta
nelle relazioni coniugali contraddistinte da una intensa conflittualità. Questi
studi hanno rilevato, in alcuni casi, l'attuazione, da parte di uno dei
coniugi, di strategie "persecutorie" preordinate nei confronti
dell'altro coniuge, allo scopo di costringere quest'ultimo a lasciare la casa
coniugale o ad acconsentire, ad esempio, a una separazione consensuale,pur di
chiudere rapporti coniugali conflittuali e fonte di estrema sofferenza, dietro
i quali si celano spesso relazioni extra-coniugali altro. Sappiamo che ogni
relazione coniugale è caratterizzata da una certa quantità di conflittualità
interpersonale, che non solo non nuoce alla relazione stessa ma spesso si
rivela funzionale ad essa.Il mobbing coniugale non ha nulla in comune con tale
conflittualità, ma definisce un vero e proprio attacco continuo e intenzionale
di uno dei due coniugi allo volontà e alla capacità di resistenza dell'altro.
Il mobbing coniugale, come ogni forma di mobbing, infatti, presuppone
l'intenzionalità dell'autore della condotta "persecutoria". E', in
altri termini, una strategia comportamentale volta a raggiungere un obiettivo.
In genere la strategia è costituita da atteggiamenti offensivi e insultanti,
provocazioni sistematiche, rifiuto di qualsiasi forma di cooperazione,
imposizione della propria volontà nelle scelte che riguardano alla famiglia,
sottrazione di beni comuni. L'obiettivo, in genere, è quello di mettere in
discussione il ruolo del coniuge mobbizzato nella famiglia, per estrometterlo
dalle decisioni o per indurlo a decisioni cui è invece contrario. Il mobbing
coniugale è una strategia ben studiata,è una forma di persecuzione subdola,
impalpabile, fatta di piccoli gesti, ostilità, chiusura della comunicazione,
continue critiche, assoluta indifferenza messa in atto con l'intenzione di
sminuire l'altro Tali comportamenti possono inficiare l'autostima del coniuge
mobbizzato, che spesso finisce per vedersi esattamente come il coniuge mobber
lo ha disegnato. La vittima di tali comportamenti lesivi, spesso, a causa di
questo perverso meccanismo di autosvalutazione e di colpevolizzazione
giustifica anche per anni i comportamenti del coniuge, attribuendoli, in
qualche misura, ai propri presunti limiti personali. In alcuni casi il coniuge
colpito reagisce con un caratteristico meccanismo difensivo di distacco emozionale,
nel tentativo di proteggersi dalla dolorosa esperienza di essere rifiutato,
insultato, ingannato, dalla persona cui ha offerto la sua fiducia, scegliendola
come compagna di vita, fino a quando questo sistema di difesa non viene messo
in crisi da un evento che pone la vittima dinanzi all'impossibilità di
continuare a negare l'evidenza dei fatti. La scoperta, ad esempio, di una
relazione extra-coniugale agisce, in questi casi, come una sorta di insight nel
quale vengono riorganizzati e acquistano significati numerosi elementi raccolti
nel corso della vita coniugale. Possiamo così tentare di elencare alcuni
segnali tipici del mobbing coniugale: esternazione reiterata di giudizi
offensivi e atteggiamenti irriguardosi e espulsivi in tutte le situazioni sociali,
nell'ambito del nucleo parentale e amicale,atteggiamenti di disistima e di
critica aperti e teatrali;provocazioni continue e sistematiche;rifiuto a
collaborare alla realizzazione dell'indirizzo familiare concordato;
- tentativi di sminuire il ruolo in famiglia
- pressioni a lasciare la casa coniugale;
- continue imposizioni della propria volontà relativamente
alle scelte che si rendono necessarie nel corso della convivenza coniugale;
- azioni volte a sottrarre beni comuni alla coppia;
- mancato supporto alla vittima nel rapporto con gli altri
familiari;
- coinvolgimento continuo di terzi nelle liti familiari.
Accanto al mobbing coniugale distinguiamo anche il mobbing
familiare che può essere attuato all'interno della coppia genitoriale,
in seguito alla separazione o al divorzio .In
particolare il mobbing familiare si esplica nel tentativo di emarginare dai
processi decisionali tipici dei genitori l'altro coniuge,
mediante minacce o aperte campagne di denigrazione e di
delegittimazione familiare e sociale del suo ruolo
genitoriale.
Il mobbing familiare si ritrova in quattro campi
principali:
- sabotaggi delle frequentazioni con il figlio,
- emarginazione dai processi decisionali tipici dei
genitori,
- minacce,
- campagna di denigrazione e delegittimazione familiare e
sociale. (Gaetano Giordano, Conflittualità nella separazione coniugale:il
"mobbing" genitoriale.).
La Corte di Appello di Torino ha pronunciato una sentenza
innovativa (
Bibliografia
- Un
ulteriore ambito di applicabilità del mobbing: la separazione addebitabile.
Domenica Petrilli
- Primi dati statistici sul mobbing familiare relativi agli anni
- Conflittualità nella separazione coniugale: il "mobbing"
genitoriale. Di Gaetano Giordano.
scritto dalla Dott.ssa Carmen Pernicola