Il re, prima di costruire il suo castello, si siede e pensa…
Cari lettori, prima di introdurre l’argomento meditazione,
è forse opportuno definirlo: meditazione (dal latino meditatio, riflessione) indica in generale la pratica
di concentrazione su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su
nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente di
miglioramento delle condizioni psicofisiche.
Se rappresentassimo la nostra vita come un tempio a quattro
colonne sarebbero così distribuite

LAVORO-
BISOGNI PRIMARI (fisiologici)- AMORE- IO.
L’ordine non è casuale,dato che
viviamo i nostri giorni in una società che fagocita la nostra “qualità”.
I maggiori esperti inter-disciplinari insegnano l’importanza del dedicarsi del
tempo, imparare a leggere i propri segnali, e cercare un contatto,
un’armonia con la nostra la via interna, che si tramuta in un sano volersi bene
e soddisfazione. Ma spesso siamo costretti, addirittura, a pianificare il
nostro tempo. Prima di tutto è importante distinguere
quando siamo assorti in pensieri che come chimere svaniscono nel tentativo di
fermarli, sarà capitato di guidare ed andare dalla parte opposta per poi
ridestarsi come da un sonno e chiedersi:- dove sto andando- Ma la domanda forse
è:- dove sono!- dai pensieri concreti e costruttivi e di conseguenza
usare le nostre energie quando necessità. Ricordarsi che la colonna fondamentale
del tempio è l’IO, quindi di cercare di dare
importanza all’area che in teoria dovrebbe essere quella principe!
Fermarsi e respirare! Fermare il tempo.
Alla sera Respirate
lentamente: inspirate completamente con il naso e spingete il respiro nel basso
ventre cercando di trattenerlo per 5 secondi, poi espirate dalla bocca
svuotando completamente il respiro rimanete con il diaframma vuoto per 5
secondi, ripetere per 5 volte! bastano 10
minuti, e ricordate mai forzatamente,non contraete i muscoli
durante la respirazione, non fate subito movimenti esagerati o forzati,
non rialzatevi bruscamente; Se possibile, riposate 3-5 minuti prima di
riprendere le attività consuete. ( approfondimenti vedi metodo Zilgrai). Uno strumento che vi posso raccomandare è
la meditazione, o il training autogeno, TA, infatti, in ambito clinico, accanto
alle terapie convenzionali, oggi più che mai si stanno affiancando le terapie
complementari; quei sistemi e quelle modalità che non fanno parte della
medicina tradizionale o allopatica. Si tratta di pratiche finalizzate alla
prevenzione, al trattamento delle malattie o alla promozione della salute sia
fisica che psichica. Le tecniche meditative tra cui lo yoga,
la meditazione, il TA, contribuiscono ad indurre una distensione muscolare ed
emotiva, di influenzare attività neurovegetative e di restringere il campo
della coscienza su un punto particolare. Una caratteristica principale e
fondamentale è che il fattore Allenamento è di fondamentale importanza,
cioè ripetere gli esercizi con costanza. Esistono vari tipi di tecniche di
meditazione, ognuna con caratteristiche specifiche, che agiscono
prevalentemente su modi di azione ed attivazione a livello fisico, psichico e psicologico differenti e a seconda della tecnica.
ricerche comparative dimostrarono che le diverse
tecniche meditative davano risultati diversi (Journal of
Clinical Psychology n,45,
1989; Journal of Social Behavior
and Personality, n.6, 1991). Fin dagli studi del Kabat-Zinn uno tra i primi ricercatori a introdurre
la meditazione in ambito clinico si sono ottenuti risultati apprezzabili nelle
varie patologie fisiche e psichiche compreso le varie disfunzioni mente-corpo;
Il dott. Herbert Benson e Robert Wallace, medici
dell'università di Harvard, rivelarono vari effetti fisiologici prodotti da una
tecnica di meditazione, 
Essi furono pubblicati su importanti riviste scientifiche:
- Science n.167, 1970;
- American Journal of Physiology n.221,
1971;
- Scientific
American n.226, 1972, la cui traduzione in italiano fu pubblicata su Le Scienze
n.45, Maggio 1972. (vedi figura)
In seguito furono pubblicati numerosi
altri articoli su varie riviste specialistiche. Il dott. Herbert Benson scrisse nel 1975: The relaxation
response (HarperCollins,
New York, 1975, 2000).
Sembra che la pratica costante della
meditazione e' in grado di indurre vere e proprie modifiche a livello neurocerebrale. L'esecuzione costante di almeno 35’ minuti
di attivita' sembrerebbe ' in grado di rendere piu' spessa la corteccia cerebrale, la regione cerebrale
che svolge un ruolo cruciale nel processo decisionale, nella memoria di lavoro,
nelle interazioni mente-corpo.
I meccanismi che rispondono alla risposta allo stress sono numerosi ed
intricati, interagendo e modificando il tono nerovegetativo,
ormonale e muscolare, in sintesi la funzionalità organica; inoltre agisce
sull’elaborazione degli stati emotivi; queste emozioni e questi disturbi
funzionali, avvertiti come tali dal soggetto, determinano altre rissonanze emotive tra cui, preoccupazioni, ansie e cosi
vengano a chiudere il soggetto in un circolo vizioso; le tecniche meditative
diminuiscono gli impulsi afferenti e di conseguenza si determinano delle diminuizioni nell’attività tericolo-corticale,
reticolo che da prima viene influenzato dallo stress. Inoltre intervengono sul
soggetto donando, a seconda, un aumento di
chiarezza mentale,
calma e sicurezza, tono dell'umore, intuizione, memoria
autostima, fiducia in s,é socialità salute genera,,e benessere,e felicità; e
una riduzione di stress
nervosismo ansia mal di testa difficoltà di concentrazione angoscia
paure, fisime e fobie insicurezza ipertensione depressione attacchi di panico
insonnia
tic nervosi abuso di tabacco e medicine invecchiamento.
Anche se gli approcci mente-corpo sono stati studiati
prevalentemente sugli adulti, si e' visto che tali pratiche possono arrecare
dei benefici anche in ambito pediatrico e geriatrico. Le tecniche meditative
non nascono, nonostante la ricerca, con specifici fini terapeutici, ma
presentano legami con dottrine filosofiche- religiose anche molto lontano dalla
nostra cultura. Per quanto le ricerche scientifiche abbiano migliorato la
nostra conoscenza su molti aspetti della natura delle tecniche meditative resta
ancora il fatto che i meccanismi neurofisiologici responsabili dei
mutamenti organici ed emotivi non sono ancora ben chiari e definiti Ma
attenzione La medicina cura i sintomi, la meditazione rende sana la mente,
quindi il mio consiglio è di iniziare questi percorsi sempre seguiti da un
professionista. La meditazione o il T.A , rimane oggi un rimedio efficace ed efficiente con un
impatto beneficio-costo tra i più vantaggiosi.