
Il bacio, uno dei gesti più belli che l’uomo si scambia trasferendo emozioni, sentimenti, vibrazioni, un gesto così, apparentemente innocuo ma capace di raggiungere le radici profonde dell’essere, se rubato potrebbe creare situazioni molto spiacevoli raggiungendo il reato.
La normativa. Ai sensi del primo comma dell’art. 609 bis
c.p. “Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di
autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la
reclusione da cinque a dieci anni”. Escludendo l’area della
violenza o minaccia, calandosi nei giorni quotidiani, nei rapporti
amicali, nei rapporti con i colleghi, quando un’avance diventa reato? Può un
bacio dato sul collo della “vittima” o cercare di rubare un bacio sulle labbra,
integrare il delitto di violenza sessuale?
Per alcuni soggetti vengono considerate solo delle avances
non incidenti sulla libertà sessuale della donna, per alcune donne diventa un
gioco, una lotta di supremazia, in altre situazioni potrebbe essere un ‘esplorare con l’olfatto, con le energie dei corpi
che si sfiorano ma non si toccano per poi dirompere in un bacio appassionato,
per altre persone diventa una manifestazione d’affetto, per altre un
comportamento sociale, il mondo della poesia racconta di baci rubati, di amanti
che sognano di rubare un candido bacio.
Qual è la linea che, oggi, separa l’avance dalla violenza?
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