Centro fecondazione assistita

Direttore scientifico: Dott V.Pizzo

Via Ca Dai Pase,38. 35013 Cittadella Padova

tel 0495972269.

 

 

Consulente sessuale: dott . Andrea Ambrosetti, psicologo.

Psicologia e fecondazione assistita

 Si sta diffondendo tra la comunità scientifica che opera nel campo della procreazione assistita la consapevolezza delle difficoltà psicologiche che accompagnano la condizione di infertilità ed i suoi percorsi diagnostici e terapeutici.

Ci sono pochi dubbi sugli effetti che la condizione di infertilità determina nella coppia in termini di ansia, stress psicosociale, frustrazione, disadattamento della coppia.

La coppia di fronte all’infertilità?

Se le reazioni iniziali alla consapevolezza di avere difficoltà a procreare sono di shock e sorpresa, queste vengono man mano sostituite da atteggiamenti di rifiuto, di collera e di angoscia.

A livello di coppia la “crisi di infertilità” può inficiare le sfere della comunicazione, dell’attività sessuale e dei progetti futuri e dar luogo ad una situazione di conflitto e di isolamento sociale

In uno studio longitudinale per valutare gli effetti dell’infertilità e l’influenza delle indagini e dei trattamenti medici sulla relazione della coppia è emerso che man mano che le indagini procedevano lo stress aumentava e il funzionamento relazionale e anche sessuale diminuiva. L’ansia sembrava particolarmente evidente nelle donne, anche a causa dell’aspettativa di trattamenti invasivi e traumatici. Il livello di ansia sembra aumentare con il numero di tentativi terapeutici falliti. (Benazon et al.1992).

L’infertilità può interferire con la sfera sessuale ?

Per quello che riguarda in specifico la sfera sessuale, in relazione all’enfasi che la valutazione e il trattamento dell’infertilità pongono sul rapporto sessuale, tale sfera può subire un condizionamento negativo, con diminuzione della frequenza e della spontaneità dei rapporti e l’insorgenza di disfunzione sessuali transitorie, come la difficoltà a raggiungere l’orgasmo, calo del desiderio, eiaculazione precoce, impotenza secondaria.(Di Francesco,1990 )

In un’ampia ricerca condotta in Italia (D’Ottavio et al., 1991) l’inadeguatezza sessuale dell’uomo infertile aumentava in maniera significativa in seguito alla medicalizzazione. Infatti l’incidenza delle disfunzioni sessuali passava dal 6,57 % della prima consultazione al 15,8% alla fine dell’iter diagnostico-terapeutico e consisteva soprattutto in eiaculazione precoce e calo del desiderio.

Che cosa fate nel vostro centro per aiutare le coppie infertili sotto il profilo psicologico?

Presso Il Centro di Fecondazione assistita del dott V.Pizzo, esiste la possibilità in ogni momento del percorso riproduttivo di consultare lo psicologo-consulente sessuale con particolare esperienza nel seguire ed aiutare le coppie infertili, come singoli o come coppie.

La fecondazione assistita:

Si parla di fecondazione omologa quando il seme e l'ovulo utilizzati nella fecondazione assistita appartengono alla coppia di genitori del nascituro, il quale presenterà quindi un patrimonio genetico ereditato da coloro che intendono allevarlo. La fecondazione eterologa si verifica, invece, quando il seme oppure l'ovulo (ovodonazione) provengono da un soggetto esterno alla coppia.

Esistono banche del seme che conservano liquido seminale: i donatori lasciano campioni che vengono conservati nel centro ed utilizzati da coppie nelle quali solitamente uno dei partner ha problemi di fertilità. In vari Stati dove è vietata la fecondazione eterologa, si utilizzano spermatozoi uniti a ovuli un attimo prima della formazione dello zigote, cioè prima che i cromosomi dei singoli gameti si allineino rispetto al fuso mitotico per completare la meiosi.[

Un individuo frutto di fecondazione eterologa potrebbe soffrire delle stesse problematiche psicologiche a cui possono andare incontro tutti coloro che si trovano nella condizione di avere due genitori legali e un terzo biologico, come accade nelle adozioni o nei casi di genitori divorziati e risposati.

Più volte è stato paventato un rischio eugenetico,[2] ma la funzione ortogenetica della procreazione assistita è ancora incerta.

L'acronimo FIVET (Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer) è utilizzato per definire una tecnica di procreazione assistita tra le più comuni: si tratta di una fecondazione in vitro dell'ovulo con successivo trasferimento dell’embrione così formato nell’utero della donna. La procedura si divide nelle seguenti fasi:

·                     Alla donna vengono somministrati per via intramuscolare o sottocutanea dei farmaci (gonadotropine) finalizzati all'iperovulazione

 cioè allo sviluppo di più follicoli e quindi di un numero maggiore di cellule uovo (nel ciclo spontaneo ne viene prodotta di solito una sola), di modo che possa essere prelevato un numero maggiore di ovociti. La paziente viene sottoposta ad un monitoraggio teso a individuare il momento adatto a condurre a maturazione gli ovociti (ad esempio con la somministrazione di gonadotropine corioniche). Si procede quindi all'aspirazione ecoguidata dei follicoli, al fine di recuperare gli ovociti maturati.

·                     Il liquido follicolare viene esaminato in laboratorio e ne vengono recuperati gli ovociti ritenuti idonei alla fecondazione in base alla sola osservazione morfologica degli stessi, eseguita al microscopio. I gameti, cioè il seme maschile e l’ovocita della donna, vengono collocati insieme in un apposito recipiente affinché uno spermatozoo penetri nell’ovocita. Vengono a volte utilizzate delle tecniche di fertilizzazione assistita come l'ICSI (Intracytoplasmatic Sperm Injection, o iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo), tramite la quale lo spermatozoo viene iniettato direttamente nel citoplasma dell'ovocita.

·                     L’embrione così formatosi viene introdotto in utero per via vaginale, normalmente entro 72 ore, nella speranza che si annidi, cioè che “metta radici” nella mucosa uterina (endometrio) e possa ricevere dalla donna alimento, calore ed energie per continuare a svilupparsi.

Le percentuali di successo sono influenzate da molti fattori:

·                                             la risposta da parte della donna alle terapie: in molti casi non viene prodotto un numero sufficiente di follicoli ed è quindi necessario ripetere la terapia con dosaggi diversi;

·                                             la presenza di ovociti nel liquido follicolare: in alcuni casi gli ovociti non sono maturi e fecondabili o sono assenti;

·                                             il grado di maturazione degli ovociti prelevati;

·                                             la fertilità della paziente, che è molto influenzata dall'età;

L'inseminazione artificiale si può distinguere in:

^ Jacques Testart La procréation médicalisée: un exposé pour comprendre, un essai pour réfléchir. Flammarion, 1993 ISBN 2-08-035189-3, pagg 19, 38, 112, 117

^ Legge 19 febbraio 2004/40 art 13 comma 1b

^ A Barcellona quattro coppie italiane al giorno. URL consultato il 2007-12-27.